Molti pensano che, dopo aver bevuto, sia sufficiente fermarsi e spegnere il motore per evitare problemi con la legge. In realtà, la normativa e le sentenze della Corte di Cassazione prevedono che una persona possa essere considerata responsabile di guida in stato di ebbrezza anche se trovata ferma all’interno dell’auto, qualora emergano elementi che dimostrino una guida avvenuta poco prima.
Per ridurre il rischio di contestazioni, è consigliabile non occupare il posto di guida, lasciare il motore spento, tenere le chiavi lontane dal quadro e parcheggiare il veicolo in un’area regolare che non ostacoli la circolazione.
La distinzione principale riguarda la differenza tra sosta e fermata: un’auto parcheggiata correttamente e non in uso, di norma, non rientra nell’ambito del reato. Se invece il veicolo è ancora inserito nel traffico o si trova in una situazione assimilabile alla circolazione, le norme sull’alcol alla guida continuano ad applicarsi.
La Cassazione ha inoltre elaborato il principio della “presunzione di guida”, secondo cui gli agenti possono contestare il reato sulla base di indizi concreti, come il motore ancora caldo, la posizione anomala del veicolo, immagini di videosorveglianza o testimonianze. In questi casi, anche un automobilista trovato addormentato nell’abitacolo può essere ritenuto responsabile se viene accertato che stava guidando poco prima del controllo. Al contrario, la semplice presenza all’interno dell’auto non basta, da sola, a dimostrare il reato.

