Il Governo ha approvato un decreto sicurezza che punta dritto contro chi gira armato di coltelli e armi bianche. La novità clou? Il ritiro della patente fino a 12 mesi, disposto dal Prefetto come misura amministrativa lampo. Il decreto punisce chi porta lame affilate o appuntite oltre gli 8 cm (o pieghevoli sopra i 5 cm) senza un motivo valido. Oltre alla pena penale da 6 mesi a 3 anni di reclusione, scatta un procedimento amministrativo: la Polizia Giudiziaria passa i documenti al Prefetto, che può sospendere patente, certificati per motoveicoli o abilitazioni per ciclomotori fino a un anno. Chi non ha ancora la patente? La slitterà per lo stesso periodo. Per i minorenni, genitori o tutori sborsano una multa da 200 a 1.000 euro, rispondendo del fatto.
L’idea è semplice: agire veloce, bypassando i ritardi della giustizia penale. Il Codice penale prevede già sanzioni, ma le garanzie processuali salvano spesso i giovani senza fedina penale dal carcere. Qui il colpo arriva subito sulla mobilità quotidiana, un deterrente potente per bande di strada o per chi nasconde armi a scuola. La misura corre parallela al processo penale, senza sostituirlo, per spingere alla responsabilità con effetti tangibili.
Non solo: il decreto rafforza l’articolo 192 del Codice della Strada. Chi sfugge all’alt delle forze dell’ordine con manovre rischiose per la sicurezza altrui rischia da 6 mesi a 5 anni di carcere, più sospensione della patente da 1 a 2 anni. Il veicolo? Confiscato e assegnato allo Stato, salvo che sia di terzi innocenti. Stesse regole se l’arresto sul posto è impossibile per motivi di sicurezza pubblica o personale. Il tutto entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

